L'11 dicembre, potreste fermarvi un attimo, colpiti da un soffio d'altitudine nella routine quotidiana. Questa giornata non esiste del tutto come le altre. Perché la montagna si impone a questa data precisa in tutto il pianeta e suscita da anni una tale effervescenza? La risposta attraversa l'inverno: preservare la montagna significa salvaguardare la vita sulla Terra, l'aria, l'acqua, l'equilibrio fragile dell'intero mondo. Nessuna distrazione, la questione si insinua ovunque, dai corridoi dell'ONU ai sentieri della Savoia.
La creazione e l'origine della Giornata Internazionale della Montagna, un giorno davvero a parte?
Il calendario si arricchisce di date ogni anno, ma l'11 dicembre rompe la routine. La Giornata Internazionale della Montagna non sorge senza scopo, no, si erge come una sentinella, un grido d'allerta lanciato nel 2002 dall'Assemblea generale dell'ONU. Visualizzate la scena, quei diplomatici che alzano il braccio, insistono, si basano su rapporti preoccupanti… nulla di artificiale, il bisogno era urgente, quel giorno il mondo intero riconosce la montagna come un attore vitale.
Il riconoscimento da parte dell'ONU, un cambiamento inaspettato?
L'11 dicembre si impone, sostenuto dall'ONU e dalle sue agenzie regionali, sotto pressione di un pianeta preoccupato nel 2002. Rileggete i comunicati, insistono tutti, sempre, la montagna non serve solo a evadere. Tutto cambia, la montagna assume un ruolo geopolitico, ecologico, universale. Questo appuntamento dell'11 dicembre si radica nella memoria collettiva, lo annotate già sul frigorifero, nella classe di quinta elementare, nella sala dei professori. Anno dopo anno, questo momento tesse legami inediti tra i popoli, tra le generazioni.
Le grandi intenzioni dietro la Giornata Internazionale della Montagna
Suspectate a malapena l'ampiezza degli obiettivi nascosti dietro la mobilitazione di dicembre. Preservare la biodiversità rarissima dei massicci è fondamentale, certo. Ma va oltre: educazione al cambiamento climatico, solidarietà verso le comunità in alto, consapevolezza dei rischi legati all'acqua dolce, sentite l'urgenza moltiplicarsi nelle sue sfaccettature. L'esistenza della Giornata Internazionale della Montagna non si limita a ecologizzare le conversazioni, mette in luce la lenta scomparsa delle lingue regionali, minaccia le usanze, stimola la curiosità. Un intero patrimonio vibra sotto la neve.
Le grandi sfide della montagna, biodiversità, clima, società, tutto vacilla?
Quando aprite la mappa di un massiccio, i numeri danzano davanti agli occhi, ma le questioni spesso vi superano. Non vedete che una montagna, ma sotto di essa brulica, il 25% delle specie vegetali mondiali sopravvive su queste pendici. Visualizzate il Monte Bianco, maestoso, eppure la pantera delle nevi si aggira in Himalaya, il camoscio delle Alpi si riprende timidamente sulle sue creste. La vita si insinua ovunque, ma minaccia anche di capovolgersi a causa dell'assenza di vigilanza collettiva.
La biodiversità perduta o preservata, chi se ne preoccupa davvero?
Credere che la montagna protegga da sola la sua fauna e flora è un errore colossale. Questi luoghi fungono da rifugio per migliaia di specie che resistono a temperature estreme, alla scarsità d'acqua, ai tremori del suolo. Recentemente, la scomparsa di un semplice fiore di roccia destabilizza l'intero ecosistema, alcuni insetti esclusi dall'equazione e il ciclo riparte da zero. La Giornata Internazionale della Montagna ricorda ogni anno che non si tratta solo di paesaggi, ma di condizioni di sopravvivenza per l'intero pianeta.
Quali effetti del riscaldamento climatico sulla montagna mondiale?
| Massiccio | Volume dei ghiacciai 1980 | Volume dei ghiacciai 2025 | Variazione in percentuale |
|---|---|---|---|
| Alpi | 100 percento | 58 percento | -42 percento |
| Himalaya | 100 percento | 67 percento | -33 percento |
| Ande | 100 percento | 72 percento | -28 percento |
| Rocky Mountains | 100 percento | 74 percento | -26 percento |
Il ritiro dei ghiacciai esplode le certezze , 42 percento di volume in meno nelle Alpi dal 1980, Himalaya in caduta libera, Ande e Rocky Mountains seguono lo stesso cammino calamitoso, i numeri della FAO non lasciano scelta, bisogna agire senza indugi. L'acqua dolce, proveniente dalle cime, disseta fino a due miliardi di esseri umani, vi rendete conto dell'ampiezza della minaccia? La mancanza di neve sposta lo scioglimento, destabilizza i villaggi, provoca già tensioni attorno all'approvvigionamento, indossate le vostre scarpe e l'evidenza si fa strada, l'11 dicembre, non è una festa folkloristica, è un allerta mondiale.
Una guida pirenaica, trenta inverni alle spalle, racconta ai bambini che si preoccupano per la scomparsa della neve, la necessità di adattarsi. Raccogliere rifiuti vicino al torrente sembra insignificante, ma risuona forte. Questa aneddoto illustra l'impegno quotidiano che la Giornata Internazionale della Montagna vuole ispirare
Le azioni concrete dell'11 dicembre, cosa scegliamo di fare?
In dicembre, non incrociate solo discussioni nei corridoi dell'ONU. Le iniziative scuotono, risvegliano, mobilitano. Non tutti agiscono allo stesso modo, ma lo spirito collettivo si impone. Partecipate? Ci pensate? Dietro ogni evento, una questione batte, martella, ripete che la montagna appartiene a tutti e ogni gesto conta.
I grandi raduni e le animazioni internazionali della Giornata Internazionale della Montagna
La Giornata Internazionale della Montagna si inventa nei forum, si vive nelle scuole, prende forma sui sentieri, nei musei, nelle piazze dei villaggi. La FAO e le istituzioni guidano escursioni educative, laboratori scientifici, conferenze online , il tutto per convincere decisori, cittadini, studenti delle superiori, a impegnarsi. La riforestazione si diffonde, campagne di azione attraversano i social media, testimonianze, numeri, dati, tutto si relaziona, si propaga. Questa mobilitazione non si esaurirà domani, sentite questo bisogno di associazione, di idee nuove, di pedagogia, di dibattiti intergenerazionali.
Le iniziative francesi durante la celebrazione della montagna
In Francia, l'11 dicembre indossa mille colori. A Annecy, i bambini assaporano la biodiversità locale, toccano il muschio, osservano il lichene, accompagnati da un ricercatore. I club di montagna espongono striscioni, ricordano l'ospitalità del territorio ma anche la sua vulnerabilità. I parchi naturali programmando laboratori per comprendere lo scioglimento dei ghiacciai, altrove si organizzano operazioni di pulizia all'alba. Ovunque, la trasmissione occupa la scena, l'esperienza diretta prevale, l'urgenza si mescola alla gioia di agire insieme . Il filo conduttore è la pedagogia attiva, la sensazione che un gesto, anche minimo, lasci un segno.
- Le scuole programmando dibattiti, favoriscono gli incontri
- Le associazioni ecocittadine propongono laboratori di sensibilizzazione sul campo
- Comuni organizzano campagne di riforestazione per ripristinare i suoli
- Si forma una rete di aiuto per preservare l'acqua e sostenere le iniziative locali
Le prospettive, domani la montagna ci aspetta ancora?
Prendete coscienza, ogni 11 dicembre non assomiglia mai all'anno precedente, la mobilitazione decolla, la tensione aumenta. Ma la montagna ha davvero bisogno di un giorno per sopravvivere? La vera domanda è quella dell'impegno durante tutto l'anno. Sentite la tentazione di rimandare. A volte, un'azione collettiva, una presa di posizione, devia la traiettoria fatale.
Il ruolo diretto di ciascuno nel futuro delle montagne l'11 dicembre
Assistere dalla propria finestra? Troppo facile. Passate all'azione, rispettate le tracce a terra, non lasciate nulla dietro di voi, partecipate a una raccolta cittadina o sostenete una struttura di aiuto. Ognuno sceglie il proprio impegno, dal gesto discreto al fervente appello. Rispetta la fauna, risparmia l'acqua, frequenta la montagna senza forzarla : la Giornata Internazionale della Montagna non si ferma la notte dell'11. Questo si diffonde ovunque, nelle abitudini, nelle discussioni familiari, nei forum su Internet. L'azione collettiva apre un cammino, anche minimo, negli interstizi della quotidianità.
Le risorse per approfondire il vostro rapporto con la montagna
L'ONU, la FAO, l'UNESCO: queste istituzioni pubblicano incessantemente studi, dossier, rapporti, disponibili gratuitamente. Libri specializzati, documentari impegnativi, podcast dove si incrociano guida di alta montagna e biologo, le conoscenze circolano. Avete bisogno di elementi concreti, vi tuffate su “Montagne, popoli e biodiversità” o ascoltate “Sulle cime”.
La Giornata Internazionale della Montagna? Un test, ogni inverno, per misurare la propria determinazione collettiva. Le vette scandiscono un richiamo, aspettano ben più di un battito di cuore. La neve si scioglie, la vita cambia, la decisione appartiene a tutti. L'11 dicembre, la montagna vi interpella, saprete rispondere?