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26 febbraio: Giornata Mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India

In breve

La Giornata mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India, il 26 febbraio, mobilita ONG, pazienti e operatori sanitari per difendere l'accesso universale ai farmaci. Nata dopo la riforma indiana del 2005, denuncia l'impatto dei brevetti sui generici vitali. Sostenuta da Medici Senza Frontiere e supportata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, questa giornata ricorda che la salute pubblica deve avere la priorità sul profitto e che l'India rimane un pilastro essenziale dell'accesso globale ai trattamenti.

Appena suona, il 26 febbraio fa vibrare l'attualità, scuote la società civile e anima molti dibattiti di salute pubblica. La Giornata Mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India si inserisce nella storia recente, al centro delle preoccupazioni sull'accesso ai trattamenti essenziali per tutti. Coloro che rimangono connessi alla lotta per la salute universale sanno bene che, in questa giornata, essa dà il tono. Il 26 febbraio, tutto sembra convergere verso i pazienti dimenticati, gli operatori sanitari arrabbiati, le ONG mobilitate e quel famoso testo legislativo che continua a dividere.

L'importanza della Giornata Mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India oggi

Sentite ovunque echi, da Mumbai a Ginevra, e non è mai silenzioso. Si parla di un evento diventato simbolo, la Giornata Mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India impone il suo ritmo ad ogni angolo di strada, online sui social media, fino nelle tribune politicizzate delle assemblee. Alcuni mattini, la tensione si legge sui volti, non c'è bisogno di spiegare cosa spinge le folle, sono i farmaci che sono in gioco lì, solo lì. La radio trasmette le prime reazioni del giorno, le discussioni infiammano i set televisivi. Catturate l'essenza di questa mobilitazione: è la salute pubblica messa alla prova contro la corsa al profitto.

La data del 26 febbraio e il suo ruolo federatore

Il 26 febbraio, nulla è arbitrario in questa scelta. Ci ricordiamo tutti dell'anno 2005, quando l'India ha sorpreso il mondo adottando il suo controverso decreto sui brevetti. Questo evento ufficializza la fine di un'epoca per il mercato dei generici, già teso. L'Organizzazione Mondiale del Commercio si intromette, e le ONG escono dall'ombra, decise a non lasciar sfuggire il calendario tra le dita. Contate Medici Senza Frontiere, Lawyers Collective, l'ONG Lok Sabha tra coloro che moltiplicano gli appelli alla solidarietà. Un responsabile dell'ONUSIDA si esprime quella mattina: Senzo l'onda del 26 febbraio, molti più trattamenti sarebbero rimasti rinchiusi nei laboratori, per mancanza di mobilitazione. Questo giorno si radica ogni anno in una memoria collettiva, informatica e militante, che rifiuta di estinguersi.

Le questioni di giustizia sociale attorno alla mobilitazione del 26 febbraio

Tutto ruota attorno a una questione scottante: chi decide chi riceve i trattamenti indispensabili? Lo sentite per strada, questo grido: perché brevetti su farmaci che possono salvare vite? Le ONG ricordano che il decreto sui brevetti, entrato in vigore in India vent'anni fa, indebolisce la possibilità di produrre e diffondere generici per l'HIV, il cancro o l'epatite. Le mobilitazioni di questa <« Giornata internazionale per l'accesso ai farmaci » riuniscono pazienti, operatori sanitari, famiglie, avvocati, tutti uniti nell'urgenza. L'edizione 2022, ancora segnata dalla pandemia di Covid-19, ha unito più di 35 paesi connessi; in alcuni anni, si ritrovano altrettanto numerosi. Senzo la « farmacia del Sud » indiana, la frattura nell'accesso alle cure esploderebbe in Africa o in Asia sudorientale.

Le basi e gli effetti del decreto indiano sui brevetti nel contesto internazionale contemporaneo

Si torna spesso all'asse giuridico, questo terreno minato dove tutto si decide. L'India si costruisce una reputazione di resistente, anche se la pressione delle istituzioni sovranazionali diventa ogni anno più pesante. Il testo di legge, quel famoso articolo 3d, non esce mai dai dibattiti. Quanti dibattiti, quante polemiche nei tribunali, dove la vita dei pazienti coesiste con la freddezza delle procedure?

L'interpretazione giuridica della legge sui brevetti in India di fronte all'internazionale

Paese Disposizioni della legge Conformità ADPIC Molecole interessate
India Brevetabilità sotto condizioni rigorose Art 3d, esclusioni per nuove forme conosciute Parziale, resistenze sulla flessibilità degli ADPIC Imatinib (Glivec), Tenofovir
Brasile Brevetto su farmaci, protezione aumentata negli ultimi anni Conforme, aggiustamenti locali Efavirenz, Sofosbuvir
Sudafrica Allineamento progressivo, brevetto a volte retroattivo In corso, dibattiti amplificati dal 2023 Dolutegravir, Lamivudine
Cina Armonizzazione agli standard OMPI, deroghe se interesse pubblico Generalizzazione, meno flessibilità su licenze obbligatorie Oseltamivir, Entecavir

Dal 2005, l'India pone barriere, ma non vieta la creazione di nuovi generici. Alcune multinazionali - Novartis, in particolare - affrontano regolarmente la Corte Suprema, senza riuscire a allentare la rigidità del diritto locale. L'India mantiene la sua posizione, anche sotto gli attacchi economici degli Stati Uniti o dell'Unione Europea. Alcuni vedono, ancora oggi, una minaccia all'innovazione, altri lodano la garanzia offerta ai paesi del Sud in materia di salute pubblica. Un avvocato di Mumbai, vicino alle mobilitazioni, racconta:

Ad ogni udienza su questi brevetti, lo stress si fa sentire, i malati aspettano fuori, nessuno trova questo teatrale, è la loro vita

 

Le conseguenze economiche globali, esposte il 26 febbraio

Il settore farmaceutico indiano segue una traiettoria tortuosa da quel famoso decreto. Le PMI locali si trovano ad affrontare sfide: investimenti massicci in R&D, corsa tecnologica, regolamentazioni rinforzate; si percepisce l'incertezza in ogni bilancio annuale. A livello internazionale, la minaccia di disindustrializzazione incombe sul generico indiano, mentre i grandi laboratori moltiplicano le alleanze. Durante le mobilitazioni del 26 febbraio, sindacati e laboratori alzano la voce per esporre alla luce del giorno le fragilità del settore, la diminuzione della redditività, il ritiro della « farmacia del Sud ». Il tema, lo tocchi con mano, quest'anno più che mai.

Le iniziative del 26 febbraio, all'incrocio delle lotte globali e locali per la salute universale

Ripetilo se vuoi, ogni 26 febbraio, la potenza di una mobilitazione mondiale non lascia nessuno indifferente. Si incrociano ONG emblematiche, coalizioni civiche determinate, pazienti che rifiutano di diventare invisibili. Il rilancio mediatico si intensifica, i social media se ne appropriano, le testimonianze affluiscono.

Le forze presenti durante questa Giornata mondiale di azione contro il decreto indiano

Organizzazione Tipo di azione Zona di azione
Medici Senza Frontiere Campagna digitale, manifestazione, advocacy presso l'OMS India, Europa, Africa, Americhe
Coalizione della Società Civile India Lobbying parlamentare, petizione, conferenza pubblica India
Coalizione ITPC per la preparazione al trattamento Mobilitazione di pazienti, pubblicazione di rapporti In tutto il mondo, forte in Africa francofona

La risonanza di queste azioni sulle piattaforme digitali, l'eco nelle comunità mediche e nei gruppi di autoaiuto, rinnova il soffio della resistenza. La « Giornata internazionale di azione contro il decreto sui brevetti in India » diventa un punto di ancoraggio, uno spazio dove l'emozione si confronta con la strategia. Le storie raccontate - a volte inverosimili - sottolineano la resilienza, uniscono coloro che dubitano ancora della portata di un impegno collettivo.

  • Moltiplicazione delle campagne di sensibilizzazione nelle scuole e università
  • Mobilitazione rafforzata sui social media per incoraggiare la solidarietà internazionale
  • Rafforzamento della cooperazione tra pazienti, operatori sanitari e giuristi militanti
  • Petizioni e advocacy regolari presso le autorità pubbliche per difendere la produzione del generico

Le rivendicazioni chiave e gli slogan portati dai partecipanti

Il diritto alla salute, si legge e si grida, a volte con rabbia, su tutti i cartelli: Suspendere il decreto d'ora in poi! Priorità alla salute sul profitto! Generico per tutti, senza frontiere! Su X, su Facebook, questo messaggio non ha bisogno di traduzione, rilanciato dagli attivisti più improbabili, da celebrità ad anonimi. L'urgenza persiste: se la finanziarizzazione anestetizza il sistema del farmaco in India, l'equilibrio mondiale oscilla. Un sentimento circola: questa lotta ispira, oltrepassa l'India, elettrizza attivisti di ogni estrazione. L'ampiezza delle iniziative, la diversità dei partecipanti, conferiscono a questa giornata una risonanza che non si esaurisce mai davvero dopo il 26 febbraio.

Le prospettive per l'accesso futuro ai farmaci essenziali dopo la mobilitazione del 26 febbraio

Nessuno pretende di detenere la soluzione miracolosa al termine di questa giornata mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India. Gli ostacoli resistono, le strategie evolvono, ma le vittorie, a volte fragili, ridanno speranza a coloro che vigilano sulla salute universale. L'attualità più scottante è la caduta significativa, alcuni anni dopo la prima edizione, del prezzo del sofosbuvir contro l'epatite C in Africa. Altre vittorie vengono scosse dalle offensive legali dei laboratori o dalle fluttuazioni del mercato globale. Il dibattito legislativo, in India, rimane aperto, in movimento, tirato dalla doppia pressione dei giganti della farmacia e dalla spinta della società civile.

I progressi, i freni e le linee di tensione dalle ultime Giornate internazionali di azione contro il decreto indiano

Nel 2018, dopo il rifiuto definitivo del brevetto sul sofosbuvir, il prezzo del trattamento è crollato. L'Africa subsahariana ha accolto questo sconvolgimento, ma la minaccia di un ritorno, sotto altre norme, non si allontana mai. I grandi laboratori adattano la loro strategia, gli Stati raddoppiano la sorveglianza, la pandemia mondiale accelera le incertezze. I testi continuano a scriversi sotto tensione, a Parigi, Londra o Mumbai. I progressi rimangono precari, la battaglia legale non si ferma mai davvero dopo la fine della manifestazione.

Le strategie di mobilitazione per proteggere l'accesso ai trattamenti vitali dopo il 26 febbraio

Azioni civiche, cooperazione internazionale, advocacy per la trasparenza: tutto si decide ben oltre una data. Le iniziative pedagogiche sbocciano nelle scuole, prendono vita sui social, a volte si invitano nei convegni universitari. Le ONG chiamano a mantenere la pressione, soprattutto durante gli accordi commerciali bilaterali che coinvolgono l'India. I giornalisti, invece, scrutano le falle, allertano l'opinione, pongono la questione della sostenibilità del modello indiano. Questa Giornata mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India, catalizzatore per la salute globale, continua a ricordare che la giustizia sanitaria è una vigilanza di ogni istante.

La storia trabocca dalla Giornata Mondiale di azione contro il decreto sui brevetti in India, si scrive altrove, incompleta, incerta. Si entra, ci si sfiora, si esce interpellati, pronti a seguire da vicino o da lontano il prossimo episodio di questa lotta dove innovazione e solidarietà internazionale si incrociano senza mai trovare un compromesso definitivo. E voi, cosa trattenete da questa resistenza che rifiuta di fermarsi a questo punto?

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