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24 gennaio: Giornata Internazionale dell'istruzione

In breve

Il 24 gennaio, la Giornata internazionale dell’istruzione ricorda l’urgenza di un accesso equo alla scuola: 244 milioni di bambini e giovani ne sono ancora privati nel 2025 secondo l’UNESCO. Ufficialmente istituita dall’ONU nel 2018, questa giornata mobilita Stati, ONG e cittadini contro le disuguaglianze, la povertà, i conflitti e il divario digitale. Essa afferma l’istruzione come un diritto fondamentale, un leva di inclusione e una condizione essenziale per lo sviluppo sostenibile entro il 2030.

L'accesso globale a un'istruzione equa non esclude nessuno, i numeri lo impongono, niente sfumature artistiche, nessun posto per l'oblio. Il 24 gennaio, Giornata Internazionale dell'istruzione, riaccende la certezza che tanti bambini rimangono sulla soglia della scuola, nel 2025. Vi interrogate? Perché si contano ancora così tanti esclusi nel XXI secolo? Questa giornata non tollera né indifferenza né promesse vaghe, esce dal quadro banale. Basta indifferenza, le classi deserte diventano segni di un problema collettivo. La realtà salta fuori: 244 milioni di bambini e giovani privati di scuola secondo l’UNESCO. Non c'è data più fertile per mettere tutto sul tavolo di questa Giornata Internazionale dell'istruzione del 24 gennaio. L'evento stabilisce le sue ambizioni al centro delle discussioni, interroga, scuote le coscienze, a volte sciocca, tanto meglio. Nessuno può pretendere di ignorare la situazione dopo questa giornata: neanche voi.

Il significato del 24 gennaio, Giornata Internazionale dell’istruzione

Prendete coscienza dell'ampiezza del compito, non si tratta di un capriccio recente. La storia si aggrappa ai muri del 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani impone l’istruzione come priorità. Solo nel 2018 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ufficializza la Giornata Internazionale dell'istruzione. Nulla è uscito da un cappello, società civili, ONG, attivisti, ricercatori, ogni attore prende la parola. L’UNESCO orchestra, compila, federa, riunisce fino a più non posso per evitare l’oblio. Inutile credere che il mondo si svegli improvvisamente nel 2018, il cammino trascina la sua fatica, la sua potenza, le sue esitazioni. Questa data colloca il diritto all’istruzione nell’agenda di tutti i governi, nessuno può schivare la questione senza arrossire. Gli anni passano, i forum mondiali si agitano, Dakar, Incheon, tutti dibattono e a volte si insultano. Sempre, questo diritto di apprendere riemerge, imponendo il suo ritmo. Il 24 gennaio, Giornata Internazionale dell'istruzione si ritaglia un posto solido in questo paesaggio.

Il contesto storico di una rivendicazione universale

La storia avanza a piccoli passi, mai nulla arriva all'improvviso. Il 24 gennaio, questa Giornata internazionale dell'istruzione, si inserisce nella continuità, ogni istituzione cerca di allinearsi a questo dovere di trasmissione. Nessun governo può alzare il mento e dire: « No, l’istruzione aspetterà ». L’UNESCO porta la torcia, l’evento non è un gesto isolato. Gli esperti avvertono, la società civile si agita, le ONG si indignano. Non c'è consenso nascosto, tutto si discute, a volte si affronta nell’arena mondiale. La marcia non è mai lineare, ogni progresso è accompagnato da un risveglio. Questa giornata non fa le cose a metà, esige, colpisce, rivendica, anno dopo anno.

Gli obiettivi principali della Giornata internazionale dell’istruzione

Obiettivo Impatto previsto
Promozione dell’accesso universale a un’istruzione di qualità Aumentare il tasso di scolarizzazione mondiale, ridurre il numero di bambini non scolarizzati
Valorizzazione dell’inclusione e della diversità a scuola Incoraggiare la mescolanza sociale e la lotta contro la discriminazione
Sensibilizzazione ai diritti educativi e all’uguaglianza delle opportunità Rendere effettivo il principio di uguaglianza di accesso, informare sulle leggi protettive

L’organizzazione delle Nazioni Unite orchestra ogni obiettivo, nessun dettaglio dimenticato. L’inclusione attraversa tutto, né frontiera né cliché resistono. Il 24 gennaio, Giornata Internazionale dell'istruzione, scuote le abitudini, fa vacillare i muri. L’edizione 2025 occupa la scena, la sede dell’UNESCO a Parigi indossa i suoi abiti di luce, più di 150 paesi risponderanno presente. Eletti, insegnanti, studenti di ogni provenienza, il panel abolisce le frontiere. Ovunque, le aziende vogliono associarsi, integrare la giornata negli agende sociali. Osservate il fenomeno? Le priorità educative si impongono, forse per sempre.

Le sfide educative globali al centro della Giornata internazionale

Alcune disuguaglianze persistono, i numeri non cercano mai la cortesia. L’Africa subsahariana lascia il 33 percento dei bambini fuori dalla scuola nel 2025, un abisso, l’Europa talvolta ironizza, l’Asia sud-occidentale scende del 20 percento sotto la media europea nella scuola primaria. Conflitti, povertà silenziosa, discriminazioni di genere, tutto si concatenano, tutto blocca l’accesso. Le politiche pubbliche faticano a raddrizzare il tiro, le ONG si impegnano, scavano, denunciano l’invisibile. Il divario si insinua anche nell’opulenza, grandi città, quartieri abbandonati, la segregazione incombe. La storia dipende a volte da un indirizzo, da un codice postale, è assurdo, eppure è la realtà. Mettete in discussione la responsabilità degli attori locali? Alcuni distolgono lo sguardo, difficile rimanere indifferenti.

Le sfide contemporanee dell’istruzione digitale e inclusione

Impossibile ignorare la svolta digitale. L’Europa si vanta: 95 percento delle famiglie connesse. L’Africa subsahariana mostra appena il 37 percento, secondo l'UIT. Gli studenti isolati perdono le lezioni online, l’esclusione digitale non è uno slogan, trasforma l’ingiustizia in routine. La lotta contro la discriminazione ristagna, la Finlandia avanza, altri arrancano. Gli stereotipi pesano, le minoranze e le persone con disabilità restano ai margini. Le politiche nazionali a volte avviano misure di inclusione, lentamente, troppo lentamente, la situazione non evolve davvero. La Giornata Internazionale dell'istruzione del 24 gennaio affronta questo silenzio, apre la strada agli invisibili, migranti, rifugiati, ogni bambino relegato ai margini scolastici.

Ambiente reale, scuola di provincia in Francia. Louise, 21 anni di anzianità, chiude la porta, trova un messaggio goffo: « Grazie maestra, parli la nostra lingua. ». L’emozione non si scrive, il suo allievo venuto dalla Nigeria ha superato una tappa, il suo sorriso soffia sulla classe, ogni insegnante confiderà questo brivido. « L’inclusione, la si percepisce, non è solo un concetto. »

Gli impatti e le azioni concrete della Giornata internazionale dell’istruzione

L'edizione 2025 esplode di progetti. L’UNESCO, l’UNICEF, la Banca mondiale creano coalizioni, le conferenze non si limitano più a Parigi. Campagne contro l’abbandono scolastico, laboratori sull’inclusione, messaggi di speranza si spargono su tutti i social. Lo slogan si impone ovunque:  « L’istruzione, motore della convivenza ». Dakar condivide le sue esperienze pionieristiche, l’India moltiplica i festival educativi, mantenere le ragazze a scuola è una priorità. La Germania promuove il mentoring, la Colombia lavora per ridurre il divario digitale. Le azioni esplodono online: Renault, Orange, Google, tutti offrono formazioni e masterclass, ogni attore punta sull’innovazione pedagogica. La Giornata internazionale dell’istruzione rimbalza da un continente all’altro, spazio digitale o fisico, poco importa, il messaggio passa.

  • Le ONG moltiplicano le iniziative locali
  • Marchi investono nella formazione professionale
  • Le masterclass pedagogiche si generalizzano
  • I forum condividono ritorni concreti

Le personalità e le organizzazioni che si impegnano davvero?

Impossibile ignorare Malala Yousafzai, premio Nobel, che ripete il suo leitmotiv: « Un libro, una matita, un bambino, un insegnante cambiano il mondo ». L’ONG Education International riunisce più di 400 associazioni insegnanti a livello internazionale, sindacati e rappresentanti politici suonano l’allerta. In Francia, l’AFEV costruisce reti di tutoraggio nei quartieri popolari, l’UNESCO classifica intere città come « città apprendimento ». Il Malala Fund incrocia il percorso di Kailash Satyarthi, attivista instancabile contro il lavoro minorile. Lo percepite? Queste voci destabilizzano lo status quo, spingono l’istruzione come ultimo baluardo. L’impegno non invita solo a sognare, giustifica la sua esistenza attraverso l’azione.

Le prospettive future per un’istruzione universale

Niente si risolve in un solo 24 gennaio, Giornata Internazionale dell'istruzione, le sfide impongono urgenze. Il finanziamento delle infrastrutture scolastiche deve accelerare, niente mezze misure. Le politiche impongono la gratuità scolastica a lungo termine, ogni rinvio svuota la promessa. La generalizzazione del digitale si gioca anche negli angoli più remoti, senza cooperazione internazionale, non ci sono progressi. Osservate, ogni misura impatta sul futuro collettivo. L’inclusione non si decreta: attraversa la formazione degli insegnanti, si iscrive in ogni manuale, in ogni aula. La comunicazione, deve uscire dai corridoi istituzionali, mirare alle popolazioni vulnerabili e celebrare le vittorie locali. Nessuno aspetta più una giornata segnale annuale: la vigilanza si allarga, la società si scalda.

L’ambizione Agenda 2030 per una vera istruzione universale?

Obiettivo ODD 4 Implicazione del 24 gennaio
Accesso equo a un’istruzione di qualità per tutti Mobilitazione globale durante la Giornata Internazionale dell'istruzione per garantire sensibilizzazione e monitorare i progressi
Sviluppo delle competenze, in particolare nel digitale Momenti chiave di condivisione e iniziative il 24 gennaio miranti a rafforzare le competenze e ridurre il divario tecnologico
Inclusione dei gruppi vulnerabili Maggiore visibilità e advocacy per i diritti dei bambini fuori dal sistema scolastico ogni 24 gennaio
Partenariati internazionali rafforzati La Giornata Internazionale dell'istruzione concentra impegni, traccia l’agenda delle alleanze e accelera le campagne

La giornata mondiale dell’istruzione non molla nulla, la scommessa si invita in ogni obiettivo di sviluppo sostenibile. Gli esperti dell’UNESCO pensano di poter ridurre di metà il numero di bambini non scolarizzati entro il 2030. Le difficoltà persistono, i leader esitano, alcuni mormorano che l’istruzione materializza l’ultimo vero baluardo contro l’esclusione o le tensioni contemporanee, la prova attraverso i fatti. L’investimento educativo porta coesione, stabilizza le società, libera l’individuo. Questo quartiere potrebbe rimanere lo stesso se ogni bambino ricevesse questa istruzione di qualità? Ponete la vostra domanda, non lasciate che il dibattito si esaurisca altrove.

Il 24 gennaio, Giornata Internazionale dell'istruzione, non adotta né false apparenze né discorsi vuoti. Gli annunci svaniscono senza energia collettiva. E se domani, il silenzio di queste classi vuote segnasse una pausa? A voi, da ora in poi, dare respiro all’inerzia lanciata da questa Giornata Internazionale dell'istruzione.

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