18
Feb

18 febbraio: Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero

In breve

La Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero, celebrata il 18 febbraio, difende una libertà sindacale fondamentale di fronte alle crescenti restrizioni. Sostenuta dall'Organizzazione internazionale del lavoro e dalla Confederazione sindacale internazionale, mobilita lavoratori e società civile in oltre 60 paesi. Questa data ricorda che il diritto di sciopero rimane un pilastro della democrazia sociale e un leva essenziale contro le ingiustizie sul lavoro.

Il 18 febbraio si impone, anno dopo anno, sul calendario militante e civile. Fai parte del mondo del lavoro? Senti necessariamente questa data che risuona, che scuote l'indifferenza. La Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero non scivola più sotto il tappeto, afferma la sua presenza ovunque, senza trascurare la memoria. No, non riguarda solo le teste calde dei sindacati. Questa giornata è riuscita a federare, a inserirsi nell'agenda di coloro che, a volte, dubitano della reale portata delle lotte sindacali. Allora, cosa porta questo 18 febbraio ai lavoratori, davvero? Da ora in poi, hai la risposta: la fiamma della solidarietà sindacale non vacilla, si propaga. Ecco come un evento minoritario scuote l'intero pianeta.

Il significato della Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero

La Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero sospende il tempo delle discussioni abituali per imporre un grido comune. Agisce, interroga, disturba a volte. Nel 2025, questo appuntamento si allarga ampiamente oltre le mura sindacali. L'Organizzazione internazionale del lavoro, la Confederazione sindacale internazionale, la Confederazione europea dei sindacati, tutti resistono all'erosione progressiva di questo diritto inalienabile.

Il contesto internazionale, quale realtà del diritto di sciopero?

Dal 1919 con l'Organizzazione internazionale del lavoro, la difesa di questa libertà non smette di occupare il terreno delle battaglie sociali. Certo, i rapporti di forza pubblici non dormono mai. A volte, basta un fremito politico perché il diritto di sciopero retroceda brutalmente. La scena sindacale si riassume in dibattiti polverosi? No, basta scrutare le ONG, i gruppi civici, tutti convergono. Questa giornata mondiale affonda le radici nella tensione del 2012, quando alcuni governi osano contestare l'interpretazione del famoso articolo 87. Da quel braccio di ferro, la mobilitazione non mira più solo a un gruppo o a una regione. Ogni paese reinventa, a suo modo, la difesa sindacale veramente globale.

L'importanza del 18 febbraio, perché questa data?

Avresti scommesso su un'altra giornata? Non questa volta. Nel 2015, i dibattiti all'interno del Comitato per la libertà sindacale si intensificano, l'OIL decide: questo corrente del mese di febbraio segnerà ufficialmente la lotta per il diritto di sciopero. Da allora, questa data si impone, cementa la mobilitazione un po' ovunque. Conferenze, assemblee, comunicati, azioni sul campo o digitali, nulla si ferma durante questo periodo. Perché questa effervescenza improvvisa il 18 febbraio? Perché le sfide non si cancellano con un colpo di mano. È questo appuntamento che canalizza l'attenzione, che amplifica ogni voce. I social media vibrano non appena l'hashtag #GiornataMondialeDirittoSciopero si diffonde, rivelando la profondità del sentimento di ingiustizia. 60 paesi rispondono a volte. Effetto valanga inatteso, la società civile se ne appropria con una nuova vigore.

Le sfide contemporanee del diritto di sciopero nel mondo

Alcune date corrono, altre si elevano. Il 18 febbraio prende quota, a volte preoccupa le autorità o rassicura coloro che si sentono isolati. Nel momento in cui il mondo del lavoro si tende, lo sciopero cristallizza ancora la paura e la speranza. Nessun settore sfugge alla pressione.

Le sfide principali affrontate dai lavoratori

Il diritto di sciopero è la resistenza di fronte a leggi sleali. Hai notato la moltiplicazione delle restrizioni nei trasporti, nella salute, nei settori definiti essenziali? Alcuni governi parlano di ordine pubblico, di interesse nazionale, ma cosa raccontano questi argomenti ai lavoratori d'Egitto, di Turchia o del Bangladesh? Sanctions penali, licenziamenti rapidi, a volte anche la prigione. Amnesty International registra 108 arresti nel 2022 nella zona MENA, solo per scioperi. I lavoratori pagano un prezzo alto, affrontano l'indifferenza o la paura. Perché allora questo 18 febbraio risuona così tanto sotto tutte le latitudini? La sfida sfugge alle distinzioni culturali. Quando una voce si alza, scuote gli schemi stabiliti.

I progressi e le speranze alimentate dalla dinamica sindacale

Si ferma tutto con la repressione? Chiaramente no. I sindacati non mollano nulla. L'OIL alimenta i dialoghi, le negoziazioni aumentano di intensità, e nel 2025, un progresso del 12 percento negli accordi collettivi sul fronte del diritto di sciopero scuote i paesi emergenti. Una vittoria giudiziaria cade nel Regno Unito, la Corte suprema impone la priorità dello sciopero di fronte alle restrizioni antisindacali. Sul continente africano, il 18 febbraio federerà nuovi slanci. Le petizioni e i webinar esplodono, i muri si incrinano, la solidarietà non si limita più ai confini.

Le grandi date e figure della conquista del diritto di sciopero

Il 18 febbraio non nasce dal nulla, attinge a una storia attraversata da crisi e conquiste.

I momenti storici principali a favore del diritto di sciopero

Data Evento Luogo Attori chiave
1884 Riconoscimento statutario del diritto di sciopero per la prima volta Francia Movimento operaio
1919 Fondazione dell'OIL con difesa del diritto di sciopero integrata Ginevra Stati firmatari, sindacati
1948 Adesione alla Dichiarazione universale dei diritti umani ONU Delegati internazionali
2015 Ufficializzazione del 18 febbraio come Giornata di azione mondiale per il diritto di sciopero Internazionale OIL, CSI

Le lotte del XIX secolo continuano senza sosta, le repressioni, le crisi maggiori, le guerre spostano le linee. La successione di testi internazionali rafforza questa base, certo, ma nulla risparmia i ripiegamenti improvvisi. Il 18 febbraio, un "appuntamento tardivo"? Diciamo piuttosto un simbolo che si impone, a forza di braccia alzate, di voci che non cedono.

Le donne e gli uomini del movimento sindacale mondiale

Guy Ryder, Sharan Burrow, Luc Triangle, Mary Kay Henry… Riconosci questi nomi? Alcuni modellano le istituzioni, altri galvanizzano le folle tramite un discorso che impegna. L'OIL, la CSI, le reti regionali rilanciano la lotta in 60 paesi o più. L'ancoraggio umano fa tutta la differenza. Le energie individuali agitano un tessuto militante di una ricchezza ineguagliata. Ogni 18 febbraio, questi volti si inseriscono nella mosaico militante. Impossibile separare la lotta individuale dal soffio collettivo.

Le manifestazioni del 18 febbraio nel mondo

Il 18 febbraio non si inventa in un ufficio, si radica nella realtà e si esprime, a seconda delle regioni, attraverso una diversità di iniziative inaspettate.

Le azioni chiave del 18 febbraio, regione per regione

  • Scioperi coordinati nei settori dei trasporti e della salute, soprattutto in Europa
  • Movimenti per la giustizia sociale, letture pubbliche di mozioni e raduni di massa in Africa
  • Campagne di comunicazione intensive e relazioni associative nelle Americhe

A volte osservi la nascita di alleanze effimere, il sorgere di mobilitazioni spontanee. Il 18 febbraio, una semplice data? No, una rampa di lancio per tutti gli eccessi, tutte le solidarietà. Nulla spezza l'inerzia del 18 febbraio, nemmeno la varietà dei metodi.

Le iniziative digitali e la viralità della lotta sindacale?

La Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero invade anche i social media. Twitter, Instagram, un like, un messaggio condiviso… e all'improvviso la lotta trabocca là dove la stampa chiude i rubinetti. I live su Facebook, i podcast, i webinar scuotono le zone di censura. L'era digitale prolunga la lotta sindacale, collega il Nord al Sud, l'Est all'Ovest. Esiti a cliccare? Un semplice gesto, a volte, fa cadere la solitudine di uno scioperante dall'altra parte del mondo.

In questo corridoio d'aeroporto inondato di luce artificiale, Marie stringe il suo striscione, viso teso. "Ho pensato di abbandonare", racconta. "L'angoscia della sanzione, la paura del vuoto, la fatica, tutto sembrava trattenermi. Ma il 18 febbraio, i messaggi sui social, le parole di colleghi sconosciuti mi hanno sostenuta. Non ho ceduto. Un gesto, una mano alzata, era sufficiente per farmi sentire unita."

Le prospettive per rafforzare l'esercizio del diritto di sciopero

La Giornata mondiale di azione del 18 febbraio pone anche la questione del dopo. Se tutto si giocasse nella continuità?

Le azioni prioritarie per le istituzioni, come avanzare?

ONG, sindacati, Stati, tutti concordano su un'idea: l'arsenale giuridico non si rinforza da solo. Discussioni con i decisori, mobilitazione cittadina, evoluzioni legislative… tutto resta sul tavolo. La creazione di fondi di solidarietà, la strutturazione delle alleanze internazionali costituiscono il passo successivo. L'anno 2025 si preannuncia quindi movimentato, il 18 febbraio acquista maggiore spessore. Il dialogo non smetterà di vibrare finché la minaccia repressiva persiste.

Le risorse e gli strumenti per vedere chiaro

Vuoi approfondire? Le pubblicazioni dell'OIL, i rapporti annuali del Global Rights Index, il sito del ministero del Lavoro o Vie-publique.fr offrono una mappatura precisa delle evoluzioni del diritto di sciopero. Opere specializzate come "Il diritto di sciopero, genesi e prospettive" di Bernard Bossu, rapporti della CSI, tutto contribuisce all'elaborazione di una cultura collettiva. La documentazione evolve, struttura la speranza del 18 febbraio, prepara il terreno per la mobilitazione degli anni a venire.

Respiri un grande colpo? Questa giornata tocca ben più largo dei cerchi di iniziati. Non importa il settore o la geografia, la Giornata mondiale di azione a favore del diritto di sciopero rimette in discussione l'immobilismo. Non sarai mai solo, né silenzioso, da quando questa data fa vibrare l'intero pianeta. L'impegno si costruisce a volte con i social media, a volte per strada, ma nessuno esce indenne da un 18 febbraio vissuto intensamente.

Giornate simili