Esistono date che disturbano, che richiamano al presente battaglie di ieri. Ecco il 14 dicembre, che torna, non così banale. Lo vedi ? Una giornata che non consente indifferenza, né nella memoria, né nell'azione. La giornata internazionale contro il colonialismo in tutte le sue forme e manifestazioni segna un appuntamento collettivo, fissato in piena attualità, ogni anno, per far sentire le lotte contro tutte le forme di dominio, per illuminare la storia, risvegliare le coscienze. Questo 14 dicembre, non lo dimentichiamo più, davvero.
L’ancoraggio del 14 dicembre nella coscienza contemporanea
A volte, sorge una domanda: da dove viene la forza di questa data, perché questa giornata riunisce ? Non è banale, non è una casella del calendario a caso. La singolarità del 14 dicembre si impone.
I fondamenti e obiettivi della giornata internazionale contro il colonialismo, li conosci ?
Dal 1960, dopo l'adozione della risoluzione 1514 da parte dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, la data si impone, assume un'importanza straordinaria. Il testo consacra un principio diventato universale: il diritto dei popoli a disporre di se stessi, a liberarsi dalle catene del colonialismo. Il colonialismo, non è solo politico, senti anche segni economici e culturali che resistono, che soffocano ancora. Il 14 dicembre concentra la memoria, affina l'impegno, insiste sulla vigilanza da opporre a tutte le tracce e forme di dominio. Una giornata per informare, trasmettere e ricordare che le ferite del passato non guariscono mai da sole, una giornata per rompere i silenzi sugli eredità.
| Risorsa | Tipo | Pubblico target |
|---|---|---|
| Indipendenze o nuovi imperi ? (Arte) | Documentario | Grande pubblico |
| L’impero che non vuole morire (Seuil, 2021) | Libro | Accademici e lettori esperti |
| Museo del quai Branly Jacques Chirac (Parigi) | Esposizione permanente e virtuale | Famiglie, scolari |
| Sito ONU, decolonizzazione | Portale informativo | Cittadini, insegnanti |
Il 14 dicembre diventa una scena per pedagogie in movimento, piattaforme di idee, nuove tecniche di sensibilizzazione. Impossibile aggirare la profusione di risorse e supporti. Gli insegnanti avviano i dibattiti, i media coltivano dossier approfonditi, le associazioni investono la strada e le reti. La data non si iscrive nella routine, scuote, interroga, crea spazi di scambio e confronto.
L’eredita storica del colonialismo e l’attualità delle sue forme
Ti chiedi senza dubbio: quale passato questa giornata ci obbliga ad affrontare ? Nel XIX e XX secolo, la colonizzazione struttura lo spazio mondiale. Strade, confini, lingue, economie, tutto si ridisegna nel solco del dominio coloniale. L’Europa conquista, amministra, controlla, ma a quale prezzo ? Popoli emarginati, territori saccheggiati, una sovranità confiscata. Nel 2025, nonostante il diritto internazionale, 17 regioni rimangono dipendenti, ancora classificate non autonome secondo l’ONU. La storia non tira mai completamente il sipario, si invita in sfumature, a volte disturbanti.
Il vocabolario evolve, la nozione di neocolonialismo emerge. Non più conquista armata, ma le logiche di dominio economico e culturale persistono. D'altronde, l'hai notato ? I dibattiti sulla restituzione delle opere d'arte saccheggiate risuonano nei musei europei. Il rapporto Sarr-Savoy, aggiornato nel 2023, risveglia le memorie a Parigi, a Londra o a Bruxelles. La decolonizzazione fatica a concludersi, alcuni territori si agitano ancora: Sahara occidentale, Palestina, Nuova Caledonia. Tempo sospeso, pagina incompiuta.
Le azioni e impegni visibili attorno al 14 dicembre
E se ci soffermassimo sulle manifestazioni recenti ? Possiamo davvero rimanere ciechi di fronte alla risonanza di questa data ? Impossibile, onestamente. Il 14 dicembre ha trovato posto all'interno delle istituzioni e per strada.
Le iniziative globali ufficializzate o associative, le segui ?
Nei corridoi dell'ONU, impossibile non percepire l'agitazione che impone la giornata internazionale contro il colonialismo. Da Dakar fino agli anfiteatri parigini, si dibatte, si organizza, si commemora. António Guterres, il segretario generale in carica all'ONU, ricorda a dicembre 2023: Il lascito del colonialismo scava sempre ingiustizie e tensioni a livello globale. Stesso dialogo presso l'Unione africana o all'interno di campagne virali su TikTok, Facebook, Twitter.
In Africa, a Dakar, l'associazione Panafricanisti federano studenti e attivisti dietro una marcia cittadina, il 14 dicembre. Più a ovest, sono i collettivi indigeni a prendere la parola in America Latina. In Francia, la Fondazione per la Memoria della Schiavitù dialoga con studenti delle scuole superiori e professori, laboratori a supporto, volentieri vivaci e viventi. Le università inventano altri formati di incontri, adattati alle giovani generazioni. Il 14 dicembre sprigiona, per la sua vitalità, un soffio di resistenza.
- L’ONU moltiplica le tribune internazionali invitando al dialogo
- Esposizioni a Parigi e Bruxelles rivedono la questione delle opere saccheggiate
- Campagne sui social media coinvolgono la gioventù globale
I supporti educativi e le campagne di sensibilizzazione, efficaci o in mutazione ?
Hai già consultato la serie « Decolonisations » su France TV Éducation ? Più di 1,5 milioni di visualizzazioni dopo, l'argomento è ancora attuale. Lo slogan #DecolonialDay, apparso sui social, raggiunge centinaia di migliaia di interazioni nel 2025. La Biblioteca nazionale di Francia valorizza la sua esposizione virtuale « Imperi », frequentata da molti studenti delle scuole superiori e universitari. La pedagogia si afferma, guadagna terreno, si digitalizza, si adatta, si rinnova.
In un laboratorio che porta gli studenti alla BNF, un insegnante di storia-geografia di Marsiglia riporta questo:
« Alcuni studenti pensavano che il colonialismo appartenesse solo ai manuali, mai alla vita attuale. Poi leggono le testimonianze, ascoltano le parole degli esiliati, e la storia prende altri colori. Uno sguardo cambia, le certezze volano in frantumi. »
Questo mostra bene la questione : non limitare l'insegnamento a date, ma forzare la riflessione. Il risveglio passa anche attraverso questi racconti intimi, esposti, condivisi. E tanto meglio se i dibattiti sfiorano a volte il disagio.
Le sfide attuali nella lotta anticoloniale, un dibattito senza fine?
Non è facile schivare la questione. Perché tutto questo persiste ? Qual è lo stato delle conseguenze nel 2025 ? È nell'attualità, nell'economia, quasi in ogni interazione, che persistono le ferite.
Le cicatrici e gli eredità del colonialismo, sempre presenti ?
Prova a visualizzare una mappa, i confini, le ex colonie, i territori detenuti. Le disuguaglianze saltano agli occhi. L'Organizzazione mondiale del commercio non lo ignora più nel 2025 : oltre il 65% dei paesi meno sviluppati proviene da ex imperi coloniali. Indovina un po' ? I divari di ricchezza, i tassi di alfabetizzazione, la danza delle materie prime non hanno nulla di banale, tutto si spiega anche con questi secoli di egemonia. Il colonialismo segna la geopolitica attuale.
Le grandi capitali europee sperimentano la tensione attorno alla restituzione delle opere. Nel 2023, la Francia consegna 26 oggetti al Benin, gesto giudicato storico, ma considerato come partenza piuttosto che arrivo. Questo solleva domande sulla giustizia, su questa equità che troppo spesso impiega anni a maturare. Le voci che reclamano riparazione si amplificano, non scompaiono mai davvero nel trambusto mediatico.
Gli attori anticoloniali e i movimenti decoloniali oggi, una nuova generazione in azione ?
Ovunque, i collettivi sorgono, manifestano, smontano le debolezze di un racconto ufficiale. Gli esempi storici riemergono: il FLN algerino, il MPLA in Angola, riflessi del passato. Oggi però, nuovi gruppi agiscono. « Decolonizzare le arti » a Parigi organizza esposizioni partecipative portatrici di memorie multiple. In Senegal, il movimento « Y en a marre » coinvolge i giovani che rifiutano di accettare passivamente l'eredità coloniale.
L'esperienza digitale rimescola le carte, con petizioni online che raccolgono più di un milione di firme. Le università in Africa e in India intensificano le loro ricerche sulle violenze coloniali, creando una dinamica inedita con l’UNESCO. Tutte queste voci, a volte discordanti, a volte complementari, alimentano una lotta lontana dall'essere conclusa. La giornata del 14 dicembre diventa quindi una cassa di risonanza, un terreno dove si incrociano memoria, giustizia e presente.
La data del 14 dicembre non assomiglia mai a una celebrazione pacifica. Interroga, disturba, a volte esige risposte. Possiamo davvero rimanere indifferenti in questo giorno, tra le commemorazioni, i seminari, le marce, le rivendicazioni ? Resta da scegliere: silenzio o partecipazione. Trasmettere questa lotta, tendere l’orecchio alle richieste di giustizia, cambiare lo sguardo. Non c'è memoria senza impegno, non c'è trasmissione senza disagio, non c'è pacificazione senza dibattito. Anche tu, il 14 dicembre, avanzi con le domande, i dubbi, i rifiuti di abbassare le armi di fronte all'oblio.